La cosa più interessante di Keir Starmer, il Primo Ministro britannico, è il suo nome, per l’appunto ‘Keir’. Non è né popolare né impopolare nel suo Paese. Perlopiù, non ha né forti amici politici né grandi nemici. Non è nemmeno incompetente. Semplicemente, non c’è, è come se non esistesse proprio. È, per impiegare un ossimoro, ‘drammaticamente incolore’. Si direbbe che la rivista americana The New Yorker abbia voluto comunicare proprio questo illustrando un suo profilo di un paio d’anni fa con il ritratto triste e scolorito che appare qui sopra.
‘Keir’ è un nome irlandese vecchio e poco usato che nel gaelico antico doveva significare qualcosa come “forte”. Negli ultimi decenni è stato solitamente assegnato a non più di una mezza dozzina di neonati maschi ogni anno, secondo dati dell’Office for National Statistics britannico. Invece, il nome Keir non è stato dato a nessun bambino nato nel Regno Unito da quando Starmer è arrivato al premierato, nel 2024.
Nato a Londra nel 1962, Keir Rodney Starmer è, oltre al Primo Ministro, il Leader del Partito Laburista britannico dall’aprile 2020. Dal 2015 è membro della Camera dei Comuni. È figlio di un’infermiera e di un artigiano. I genitori, entrambi sostenitori sfegatati del Partito Laburista, gli dettero il nome del fondatore del partito, Keir Hardie. Starmer è un avvocato specializzato in diritti umani, con studi all’Università di Leeds e poi a Oxford. È tutt’altro che idiota: è solo che è un po’ scarso di personalità…
James Hansen
