L’anno scorso, malgrado i lacci e lacciuoli della Brexit, è ancora cresciuta la massa degli italiani residenti in UK iscritti all’Aire mentre Londra si conferma – in questo caso i dati si riferiscono al 2003 – la città estera che ne ha il numero maggiore. Più in generale è continuato anche nel 2004 l’esodo dalla Penisola. Questa la fotografia scattata dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica con sede a Roma.
Con 386mila iscritti all’Aire la metropoli britannica con il suo hinterland è in assoluto il centro urbano piu’ “italiano” dopo Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova e Bologna. Supera persino Firenze che di abitanti ne ha 362mila. Ed è probabile che – se si escludono gli stranieri – batta anche Bologna che in totale ha 391mila residenti.
Ma andiamo con ordine: Al 31 dicembre 2024, segnala il rapporto Istat, i cittadini italiani con dimora abituale all’estero erano 6 milioni e 382mila (Prospetto 1), 243mila in più rispetto all’inizio dell’anno (6 milioni e 138mila) per un incremento relativo pari al 4,0%). Il 54% di essi risiedeva in Europa, il 40,9% in America mentre il restante 5,1% viveva in Africa (1,1%), Asia (1,3%) e Oceania (2,7%). L’aumento risulta “trainato soprattutto dalle acquisizioni di cittadinanza italiana e da una vivace dinamica migratoria”.
I dati statistici evidenziano un consistente aumento degli espatri nel corso del 2024: in 156mila hanno abbandonato formalmente la Penisola (+36,5% rispetto al 2023). I principali Paesi verso i quali si emigra sono Germania, Spagna, Regno Unito, Svizzera e Francia che, nel loro insieme, accolgono il 54,6% del totale degli espatriati nel 2024. Tra le mete extra europee, seguono il Brasile (6,9%) e gli Stati Uniti (5,0%).
L’Italia non rappresenta il solo fulcro, in partenza o in arrivo, dei movimenti dei cittadini italiani con l’estero. Una significativa quota di trasferimenti, infatti, avviene tra Paesi esteri, rappresentando una dinamica interessante nell’ambito delle migrazioni internazionali. Il fenomeno, noto come “migrazione secondaria”, in genere coinvolge individui che, dopo un primo trasferimento all’estero, decidono di spostarsi in un altro Paese, spinti dalla ricerca di migliori opportunità lavorative, di condizioni di vita più favorevoli o da motivazioni familiari. Le principali determinanti includono, dunque, fattori economici, il grado di integrazione nel paese ospitante da cui si parte, la presenza di comunità italiane nei Paesi esteri in cui si arriva e l’assenza di barriere alla libera circolazione, come nel caso dei Paesi dell’Ue. Le destinazioni dei movimenti degli italiani tra Stati esteri sono simili a quelle dei movimenti in uscita dall’Italia, ovvero tra i Paesi preferiti figurano il Regno Unito, la Svizzera, la Germania e la Francia. In ognuno di questi Paesi nel 2024 si sono diretti circa 3mila italiani già iscritti all’AIRE altrove.
In termini assoluti il Regno Unito è stato nel 2024 il quarto Paese in quanto a crescita della comunità italiana (+17mila), dopo Brasile (+53mila), Spagna (+30mila) e Argentina (+29mila) e va detto che nel caso di Brasile e Argentina l’aumento è in massima parte dovuto all’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di discendenti di emigrati partiti moltissimi decenni fa dalla Penisola. Non a caso in Argentina, solo il 10% dei cittadini italiani è nato in Italia (94mila su 958mila) e in Brasile si scende al 5% (31mila su 618mila).
Alla fine del 2023, il Consolato Generale d’Italia a Londra si è confermato la sede con il maggior numero di iscritti all’Aire (quasi 386mila residenti su un totale di circa 480mila residenti nel Regno Unito), un incremento di circa 11mila unità sull’anno precedente. Segue, per consistenza numerica, Buenos Aires, con 335mila residenti.
Se Londra svetta in confronto a tutte le altre citta ‘estere lo stesso non si può dire però del Regno Unito nel suo complesso perché’ comunità italiane più consistenti si trovano in Argentina (987mila), Germania (847mila), Brasile (671mila), Svizzera (654mila) e Francia (483mila).
