In rotta di collisione con Israele e Stati Uniti la funzionaria italiana che dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati dallo stato ebraico: Francesca Albanese è stata accusata di antisemitismo dal governo Netanyahu mentre l’amministrazione Trump l’ha fatta oggetto di sanzioni personali. La sua colpa? Denunciare la guerra di Israele nella striscia di Gaza arrivando a parlare di “anatomia di un genocidio”.
“Io – si schernisce la funzionaria, nata 48 anni fa a Ariano Irpino in Campania, laurea in legge a Pisa e un master in diritti umani preso a Londra – non voglio che l’attenzione sia su di me, se non per ricordare tutte le violazioni che stanno avendo luogo”.
Parlando lo scorso 29 luglio a Roma alla Camera dei Deputati durante la presentazione di un suo rapporto sulla “connivenza” di banche e imprese occidentali con Israele per la repressione del popolo palestines Francesca Albanese ha denunciato come Israele “sta affamando una popolazione di sopravvissuti al genocidio, e che saranno i prossimi caduti, i prossimi martiri del genocidio se non li salviamo”.
“Come siamo potuti arrivare fino a fino a questo punto?”, si è chiesta la funzionaria, a giudizio della quella gli Stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero sviluppare “un piano per porre fine all’occupazione coloniale israeliana e al regime di apartheid”.
Pur essendosi attirata pesanti critiche da parte di Israele e Stati Uniti Francesca Albanese ha anche ricevuto premi e riconoscimenti e due parlamentari italiane del partito democratico l’hanno candidata al Nobel per la Pace. A più riprese ha respinto le accuse di antisemitismo puntualizzando che le sue critiche allo stato ebraico riguardano soltanto la condizione dei palestinesi nei territori occupati.
L’italiana e’ la la prima persona all’interno delle Nazioni Unite sanzionata da uno Stato in tutta la storia dell’organizzazione internazionale. “Ora – ha indicato – sono sulla lista nera con criminali e terroristi internazionali. Avere contatti con me può portare all’arresto di un cittadino americano.” Le e’ stato anche vietato da parte del governo Netanyahu l’accesso in Israele.
