Si parla sempre più di “overtourism” e della necessità di un giro di vite contro quella gramigna dei turisti e arriva un sorprendente colpo di scena: ad agosto, se si esclude la canonica settimana di Ferragosto, non c’è stato affatto il pienone sulle spiagge italiane. Gli stabilimenti balneari hanno fatto il tutto esaurito soltanto il week-end mentre nei giorni feriali dal 15 al 25% degli ombrelloni sono rimasti senza bagnanti. Nemmeno giugno e luglio hanno fatto meglio, secondo il grido d’allarme lanciato dal sindacato dei balneari.
Che succede? Perché’ questa inversione di tendenza che ha portato gli italiani a snobbare le tradizionali, immancabili vacanze al mare?
L’attore Alessandro Gassmann, figlio del grande Vittorio, non è andato per il sottile in un post rivolto proprio ai gestori degli stabilimenti balneari, che finora il governo Meloni ha salvato in tutti i modi dalle aste per le concessioni previste dalla legislazione europea: “leggo che la stagione non sta andando bene bene. Secondo voi perché? Forse avete un po’ esagerato con i prezzi e la situazione economica del paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera? Abbassate i prezzi e le cose, forse, andranno meglio. Capito come?”.
In effetti un ombrellone e due sdraio costano spesso una fortuna sulle coste della Penisola. Al Twiga di Forte dei Marmi per una tenda vista mare si parte da circa 400 euro al giorno e la “tenda imperiale” arriva a costare fino a 1500 euro al giorno. Palesemente roba da ricconi. Ma prezzi di 50-60 al giorno sono moneta corrente sulle spiagge più gettonate, benché’ non manchino – soprattutto in Romagna e Veneto – stabilimenti dove si scende ad una ventina di euro. Senz’altro non aiuta i meno abbienti il fatto che di spiagge libere ce ne siano sempre di meno e che anno dopo anno vengono erose e ridotte a inospitali lingue di terra.
I listini sono stati ritoccati al rialzo, in media di un 5% rispetto all’estate 2024, e risulta difficile credere che sia stato proprio quest’incremento ad aver fatto traboccare l’acqua dal vaso provocando quello con esagerata drammatizzazione parecchi media hanno chiamata l’estate delle “spiagge vuote”.
Il partito democratico e le altre forze d’opposizione si sono appropriate della crisi balneare e del caro-ombrellone per denunciare una piaga più grossa: i salari bassi, che in Italia sono tra i più bassi d’Europa. Con l’inflazione che morde e l’amministrazione pubblica che contribuisce in molti modi a vuotare le tasche dei cittadini penalizzando in particolare la classe media, non c’è dunque nulla di sorprendente se in parecchi hanno tagliato sulla vacanza al mare se non in possesso di seconda casa.
I partiti di centro-destra al potere si sono ovviamente chiamati in causa e hanno sostenuto che il calo di presenze al mare (minimizzato all’estremo) è il risultato di dinamiche più complesse, ad esempio la “destagionalizzazione”. Ormai, in particolare dopo lo choc covid, la tendenza emergente è il turismo mordi e fuggi. Vacanze brevi ma durante tutto l’arco dell’anno. E non più soltanto ad agosto quando tra l’altro – colpa del cambiamento climatico – il caldo è spesso insopportabile. Di questo trend ha ad esempio sofferto anche una meta turistica superclassica come Firenze, torrida in estate, dove a inizio agosto risultava occupata soltanto una camera d’albergo su due.
Nel comprensibile tentativo di smentire che la crisi sia provocata soprattutto dai bassi salari (se lo ammettessero sarebbero costrette ad inventarsi qualcosa per alzarli…) le forze politiche di governo hanno segnalato un aumento delle presenze nelle località di montagna e la premier Giorgia Meloni (in vacanza in Grecia…) ha definito “vergognoso che, pur di attaccare il Governo, certa opposizione diffonda notizie false, danneggiando l’immagine e gli interessi dell’Italia”.
La polemica (possibile che in Italia anche i dati sulle presenze nelle spiagge non sono condivisi e finiscono invece nel tritacarne della politica?) ha fatto riemergere un video dello scorso maggio nel quale Giorgia Meloni gongolava sul fatto che nel 2024 Penisola ha “toccato un nuovo record, raggiungendo quota 458 milioni di presenze turistiche” superando “per la prima volta nella storia la Francia”. Sarà. Ma altri dati (stavolta della World Tour Organization) raccontano un’altra storia: nel 2024 la Francia ha avuto circa 100 milioni di turisti stranieri, 43 milioni in più dell’Italia che in Europa è terza dopo la Spagna (85 milioni)…

