Per la prima volta nel Regno Unito una mostra museale dedicata a Ketty La Rocca (1938–1976), figura pionieristica dell’arte concettuale e femminista italiana: l’ha ideata a Londra l’Estorick Collection of Modern Italian Art nella consapevolezza che, sebbene la sua carriera sia
stata tragicamente interrotta dalla sua prematura scomparsa all’età di 38 anni, l’opera di La Rocca ha lasciato un’impronta duratura e la sua visione audace e provocatoria va proposta a un pubblico più ampio.
Con oltre 50 opere raramente viste, provenienti dall’Archivio dell’artista guidato dal
figlio Michelangelo Vasta, la mostra in calendario dal 10 settembre al 21 dicembre ripercorre l’evoluzione artistica di La Rocca – dai primi lavori critici sui mass media e le sperimentazioni con la poesia visiva fino alle celebri Riduzioni. In queste opere potenti, l’artista trasforma l’immagine fotografica attraverso il linguaggio e il gesto, frammentando e decostruendo l’immagine per esplorare i temi dell’identità, della comunicazione e del corpo.
Membro fondatore del collettivo d’avanguardia Gruppo 70, La Rocca ha unito arte e poesia visiva, mettendo in discussione i limiti delle strutture linguistiche patriarcali e proponendo forme alternative di espressione. La sua pratica si è spesso incentrata sulla mano umana – strumento espressivo sia del gesto che della comunicazione – e si è ampliata in opere scultoree di forte impatto, tra cui grandi forme alfabetiche in PVC nero.
Negli ultimi anni, l’opera di La Rocca ha ottenuto un crescente riconoscimento
internazionale; è stata presentata in importanti mostre, tra cui la Biennale di Venezia ed è entrata a far parte delle collezioni permanenti del MoMA, del Centre Pompidou e degli Uffizi.
Attuale e topico, il lavoro di La Rocca risulta sorprendentemente contemporaneo –
un’indagine lucida e incisiva sulla cultura del consumo e sulle dinamiche di genere.
La mostra sarà accompagnata da un simposio, un programma di incontri e workshop,
nonché da un catalogo illustrato contenente saggi inediti commissionati
Ketty La Rocca è nata alla Spezia e dopo essersi trasferita a Firenze nel 1956, ha iniziato a collaborare con il Gruppo 70, realizzando collage che esploravano il rapporto tra immagini mediatiche e linguaggio, con particolare attenzione ai temi femminili.
All’inizio degli anni ’70, si è dedicata al linguaggio dei gesti, affrontando tematiche
antropologiche attraverso diversi media, tra cui fotografia, video, performance e body art. L’invito alla Biennale di Venezia del 1972 le portò grande attenzione a livello nazionale e internazionale, e una retrospettiva postuma fu organizzata alla stessa Biennale nel 1978.
Oggi le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti musei come il MART (Rovereto), il MAXXI (Roma) e il Museo Novecento di Firenze. Negli ultimi anni, La Rocca è stata inclusa anche in importanti mostre sull’arte e il femminismo, come Wack! Art and the Feminist Revolution (MOCA, Los Angeles, 2007) e Woman: Feminist Avant-Garde in the 70s (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2010).
