Nel marzo 1978, le Brigate Rosse rapirono l’ex Primo Ministro Aldo Moro, uccidendo le sue guardie del corpo. Lo tennero ostaggio per oltre due mesi, mentre il mondo guardava sgomento, per poi assassinarlo e lasciarne il cadavere nel centro di Roma. Ma chi erano questi terroristi? Che cosa volevano ottenere? E come riuscirono ad operare per quasi vent’anni, terrorizzando l’intera nazione dal 1970 al 1988?
Un nuovo libro dello storico inglese John Foot, presentato lo scorso 10 giugno all’Istituto italiano di Cultura di Londra, rievoca quella stagione di sangue e spiega come le Brigate Rosse diventarono il più forte gruppo terroristico di sinistra nell’Europa del dopoguerra.
The Red Brigades: The Terrorists who Brought Italy to its Knees è il titolo del volume, di cui Foot ha parlato all’Istituto di Cultura in conversazione con un altro storico inglese specializzato in Italia, John Dickie.
Sostenuti dalle proteste studentesche degli anni ’60, attivisti e lavoratori radicalizzati dall’”autunno caldo” del 1969, le Brigate Rosse si ispiravano a vari gruppi terroristici nel mondo, soprattutto nell’America Latina. Non accettavano regole né autorità, tranne la loro, e lanciarono una campagna di omicidi, rapimenti, gambizzamenti e intimidazioni che paralizzarono la giustizia italiana e trasformarono la scena politica. Ad un certo punto, furono ammirati dalla sinistra italiana come combattenti per la libertà e considerati martiri.
Grazie a una meticolosa ricerca, Foot punta portare alla luce “la vera storia” che sta dietro alle Brigate Rosse, evidenziando il costo delle loro attività in termini di vite umane e di impatto sulla società italiana. Il libro spiega come le contraddizioni interne alle loro azioni portarono alla fine alla loro disfatta, a seguito di vari processi che li vide imputati in gruppo.
John Foot è Professore di Modern Italian History all’Università di Bristol, UK. Ha scritto numerosi libri, tra cui Italy’s Divided Memory (2011), Calcio: A History of Italian Football (2007) e Milan since the Miracle (2001).
