Pandemia&Brexit: Bye bye Uk!

Pandemia&Brexit: Bye bye Uk!

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Molti italiani vorrebbero andarsene

     Dopo lo scoppio della pandemia e la Brexit il 7.4% degli italiani residenti  nel Regno Unito ha fatto le valige ed è ritornata in patria o si è trasferita in un altro paese. Molti di più vorrebbero rientrare nella Penisola ma finora non l’hanno fatto perché temono che non sussistano le condizioni: vedono  nel mondo professionale italiano il principale ostacolo al loro rientro; la metà lamenta un mercato del lavoro non meritocratico (57.8%), poco dinamico (49.3%) o poco stimolante (47.2%). 

   La pandemia ha determinato un significativo peggioramento non solo della salute fisica, ma anche di quella mentale. Il 71.3% degli italiani installati in Uk confessa di essersi trovato in uno stato di irritazione, ansia incontrollata, preoccupazione o difficoltà a rilassarsi spesso o sempre. La fonte principale di preoccupazione ha riguardato l’impossibilità di stare accanto ai propri affetti (80.7%), cui si unisce una generale incertezza per il futuro (55.6%). 

   Tra gli italiani in Uk serpeggia un forte pessimismo sul futuro del Regno Unito dopo la Brexit.: L’85.9% di essi considera l’uscita dall’Unione Europea come “molto negativa” o “negativa”. in generale: il 36.5% ha maturate un giudizio negativo nei confronti del Regno Unito a causa della Brexit, mentre il 34.8% esprime addirittura  un giudizio “molto peggiore”.

     Questa “fotografia” poco incoraggiante emerge da una indagine del Comites di Londra patrocinata dal Consolato Generale d’Italia a Londra proprio per capire quali conseguenze abbiano generato la pandemia e la Brexit  sugli italiani in Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Galles dal punto di vista sociale ed economico’.

   “Il rapporto condotto – ha spiegato il presidente uscente del Comites Londra, Pietro Molle – prosegue ed espande il lavoro di indagine dall’associazione Manifesto di Londra nel corso della prima ondata della pandemia avvenuta nei primi mesi del 2020. Abbiamo continuato e allargato questo lavoro dando vita a una seconda raccolta dati in forma di sondaggio condotto tra maggio e giugno 2021 che ha interessato un campione di cittadini italiani di circa mille persone che risiedono o hanno vissuto nel Regno Unito nel corso di una successiva fase dell’emergenza sanitaria, quella tra marzo 2020 e giugno 2021”.

   “La nostra collettività pandemia – sottolinea dal canto suo  il Console Generale a Londra, Marco Villani -.riserva sorprese anche nell’ambito degli effetti prodotti da Brexit. Stupisce la resilienza dei nostri cittadini, che nonostante tutto continuano a credere fortemente nel Regno Unito e nella sua narrativa. Molti nostri cittadini hanno effettivamente deciso di lasciare l’arcipelago britannico in questi anni, tuttavia la stragrande maggioranza ha deciso di restare. Senza dubbio, rimane il fatto che l’Italia e il suo popolo continuano a considerare il Regno Unito un Paese prossimo sotto diversi punti di vista: culturale, sociale, economico”.

   “Mentre la maggior parte delle ricerche sull’impatto della pandemia si concentra sugli effetti su salute ed economia delle popolazioni in diversi Paesi, è stata prestata relativamente poca attenzione all’impatto sulle diverse comunità all’interno di un Paese – spiegano Elisa De Pasquale e Federico Filauri, che hanno condotto lo studio per conto del Comites di Londra con la supervisione del consigliere Andrea Pisauro -. Ancora meno attenzione è stata data all’impatto sulle comunità migranti, che per loro natura sono più fragili e mobili. Gli italiani nel Regno Unito hanno attraversato mesi particolarmente difficili in quanto sia il loro paese di origine che il loro paese di residenza erano, e sono, in uno stato di emergenza prolungata”.

Lo studio integrale è disponibile e consultabile sul sito del Comites Londra

La Redazione