Incentivi per chi va a fare spesa al sud

Incentivi per chi va a fare spesa al sud

Ampliata per il 2019 la platea dei beneficiari

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La finanziaria 2019 varata a fine dicembre dal governo italiano dopo un complesso tira-e-molla ha rinnovato e allargato un importante incentivo economico per chi abbia intenzione di trasferirsi e fare impresa nelle regioni del Mezzogiorno. Questa misura, chiamata “Resto al Sud” e accessibile anche agli italiani all’estero che intendano rientrare in patria, offre finanziamenti fino a 50 mila euro (200 mila euro per le società) costituiti per il 35% da erogazioni a fondo perduto e per il 65% da un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni”.

“Abbiamo ampliato – ha sottolineato Elisa Siragusa, deputata % Stelle eletta nella circoscrizione Europa – la platea dei beneficiari di “Resto al Sud”, elevando da 35 a 45 anni l’età massima dei destinatari della misura ed estendendo le agevolazioni alle attività libero-professionali. Più persone potranno quindi accedere alle agevolazioni”. Si tratta, a detta della Siragusa, di “un’ottima occasione per i nostri connazionali sparsi per il mondo che intendano tornare in Italia a fare impresa, in una delle regioni del Mezzogiorno”.

Sempre con l’obiettivo di stimolare la crescita del depresso Mezzogiorno – una piaga che l’Italia si trascina dietro dai tempi dell’unificazione – la Finanziaria 2019 cerca di attirare i pensionati italiani residenti all’estero da almeno cinque anni e i pensionati stranieri promettendo loro una appetibile tassa piatta di appena il 7% se prendono dimora in centri urbani del sud di Italia con meno di ventimila abitanti.

L’operazione “Resto al Sud” e’ stata lanciata per la prima volta a fine 2017 quando al potere era il partito democratico con premier Paolo Gentiloni. Gia’ nel 2018 era aperta ai giovani che risiedevano o intendevano trasferirsi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia con l’ambizione di aprire un’attività imprenditoriale legata all’artigianato, all’industria, al turismo, alla pesca e ai servizi (con l’esclusione delle libere professioni).

All’epoca la parlamentare PD Laura Garavini aveva esaltato il programma come “una grande opportunità per mettersi in proprio” e “un utile strumento pensato per stimolare l’occupazione giovanile in una delle Regioni meridionali in cui la ripresa economica stenta ancora a ripartire”.

I finanziamenti possono essere richiesti anche da italiani che risiedono all’estero, purché entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda riportino la residenza in Italia, in una delle otto Regioni interessate. E’ possibile consultare il bando di “Resto al Sud 2019” andando al sito: https://www.invitalia.it/chi-siamo/ area-media/notizie-e-comunicatistampa/resto-al-sud-la-legge-di-bilancio-2019-estende-gli-incentivi-aiprofessionisti-e-agli-under-46